Avvelenamento da rodenticidi (veleno per topi)
Rodenticidi nei cani e gatti: Un pericolo silenzioso I rodenticidi (veleni per... continua a leggere
Rodenticidi nei cani e gatti: Un pericolo silenzioso
I rodenticidi (veleni per topi e ratti) sono tra le cause più comuni di avvelenamento accidentale nei cani e nei gatti. L’uso diffuso di questi prodotti in ambienti domestici, agricoli e urbani aumenta il rischio che gli animali domestici entrino in contatto con queste sostanze tossiche. Sono appetibili e non è vero che cani e gatti non ne siano attratti. Ma quali sono i tipi di rodenticidi più pericolosi? Quali sintomi causano? E cosa fare in caso di ingestione? Scopriamolo insieme.
Tipologie di rodenticidi e il loro effetto sugli animali
Anticoagulanti (Superwarfarine) – I Più Comuni
Questi rodenticidi bloccano la vitamina K, necessaria per la coagulazione del sangue, causando emorragie interne fatali.
Principi attivi più comuni: Warfarina, Bromadiolone, Difenacoum, Brodifacoum.
Periodo di latenza: 24-72 ore prima che compaiano i sintomi.
Sintomi principali:
- Sangue nelle urine o nelle feci
- Gengive pallide
- Ematomi spontanei (lividi)
- Emorragie nasali o sanguinamento gengivale
- Affaticamento e difficoltà respiratoria
- Emorragie polmonari o pleuriche tipiche nei giovani
Rodenticidi neurotossici (Brometalina) – Altamente tossici
La Brometalina è un veleno che colpisce direttamente il sistema nervoso, causando edema cerebrale e convulsioni irreversibili.
Sintomi principali:
- Tremori muscolari e convulsioni
- Disorientamento e paralisi progressiva
- Midriasi (dilatazione delle pupille)
- Stato comatoso nei casi più gravi
Rodenticidi a base di colecalciferolo (Vitamina D3) – Pericolosi per i reni
Questi veleni causano ipercalcemia portando a danni renali irreversibili.
Sintomi principali:
- Aumento della sete e della minzione
- Vomito e diarrea
- Affaticamento e letargia
- Insufficienza renale acuta nei casi avanzati
Rodenticidi a Base di Fosfuro di Zinco – Estremamente tossici
Questa categoria di veleni libera gas tossici nello stomaco, causando avvelenamento acuto e danni polmonari.
Sintomi principali:
- Salivazione eccessiva
- Vomito con odore simile all’aglio
- Difficoltà respiratoria e convulsioni
- Shock e coma nei casi gravi
Cosa fare in caso di ingestione di rodenticidi?
Se sospetti che il tuo animale abbia ingerito un veleno per topi, agisci subito!
- Non aspettare i sintomi. Contatta immediatamente il veterinario!
- Se l’ingestione è recente (entro 1-2 ore), il veterinario può indurre il vomito.
- Porta con te il contenitore del rodenticida per identificare il principio attivo.
- Non somministrare farmaci senza il consiglio del veterinario.
Come prevenire l’avvelenamento?
La prevenzione è fondamentale per proteggere i nostri amici a quattro zampe.
- Evita di usare rodenticidi in casa e in giardino, se hai animali domestici.
- Se usi questi prodotti, conservali in luoghi inaccessibili.
- Fai attenzione agli avvelenamenti secondari: i gatti possono intossicarsi mangiando topi avvelenati.
- Monitora i sintomi dopo una passeggiata in ambienti pubblici, dove potrebbero essere stati usati rodenticidi.
I rodenticidi rappresentano una delle principali cause di avvelenamento nei cani e nei gatti. Conoscere i vari tipi di veleno, riconoscere i sintomi e agire tempestivamente può salvare la vita del tuo animale.
corpi estranei
Corpi Estranei nei Cani e nei Gatti: Tipologie, Sintomi e Trattamenti I... continua a leggere
Corpi Estranei nei Cani e nei Gatti: Tipologie, Sintomi e Trattamenti
I corpi estranei sono un problema comune nei cani e nei gatti, soprattutto nei soggetti giovani e curiosi. Possono causare ostruzioni o irritazioni lungo il tratto gastrointestinale e, in alcuni casi, richiedere un intervento chirurgico d’urgenza.
La gravità della situazione dipende da diversi fattori, tra cui la dimensione, la forma, la localizzazione e la natura del corpo estraneo. È quindi fondamentale riconoscere rapidamente i sintomi per intervenire tempestivamente.
Classificazione dei Corpi Estranei
I corpi estranei ingeriti dai cani e dai gatti si dividono in diverse categorie in base al tipo di ostruzione che possono causare.
Corpi Estranei Occludenti (Ostruzione Completa)
Questi corpi estranei causano una blocco totale del tratto gastrointestinale, impedendo il transito del cibo e dei liquidi. Sono i più pericolosi e richiedono un intervento immediato.
Esempi:
Ossi grossi e duri
Giocattoli in plastica
Pietre
Tappi di bottiglia
Grossi noccioli di frutta (pesca, albicocca, avocado)
Sintomi:
Vomito ripetuto
Assenza di feci o diarrea paradossa (muco e liquido)
Dolore addominale marcato
Prostrazione e disidratazione
Distensione addominale
Trattamento:
Radiografia o ecografia per confermare la presenza dell’ostruzione
Intervento chirurgico (enterotomia o gastrotomia) necessario nella maggior parte dei casi
I corpi estranei sub-occludenti (ostruzione parziale)
Questi corpi estranei permettono ancora il passaggio di piccole quantità di cibo o liquidi, ma provocano un blocco parziale.
Esempi:
Gusci di noce o frutta secca
Pezzi di plastica morbida
Tessuti e materiali gommosi
Grandi quantità di peli ingeriti (tricotillomania nei gatti)
I Sintomi più comuni:
Vomito intermittente
Diminuzione dell’appetito
Dimagrimento progressivo
Letargia e lieve dolore addominale
Trattamento:
Monitoraggio attento con radiografia contrastografica o ecografia
In alcuni casi, il corpo estraneo può progredire spontaneamente con dieta liquida e lassativi blandi
Se i sintomi peggiorano, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico
I corpi estranei lineari (altamente pericolosi, frequenti nei gatti)
Questa categoria comprende fili, nastri, lana, spago, fili da cucito, capelli e altri oggetti sottili e lunghi.
I corpi estranei lineari sono particolarmente pericolosi perché possono incastrarsi sotto la lingua (nei gatti) o a livello dello stomaco, mentre l’altra estremità avanza nell’intestino, causando pliche e perforazioni.
Esempi:
Fili da cucito
Nastrini natalizi
Sacchetti di plastica sfilacciati
Stringhe e corde
I Sintomi più comuni:
Vomito ripetuto (spesso con materiale filamentoso)
Salivazione eccessiva
Difficoltà a deglutire nei gatti
Peritonite (nei casi più gravi, se il filo lacera l’intestino)
I trattamenti possibili:
Radiografia con contrasto ed ecografia per valutare la presenza di pliche intestinali
NON TIRARE MAI IL FILO CHE ESCE DALLA BOCCA O DALL’ANO! Questo potrebbe peggiorare le lacerazioni intestinali
Intervento chirurgico quasi sempre necessario
Quali sono i sintomi comuni dell’ingestione di un corpo estraneo ?
Anche se la gravità dipende dal tipo di corpo estraneo, alcuni sintomi possono essere indicativi di un problema:
Vomito (sporadico o continuo)
Dolore addominale
Letargia o prostrazione
Diminuzione o assenza dell’appetito
Diarrea o assenza di feci
Gonfiore addominale
Se il tuo animale presenta uno di questi sintomi, è fondamentale consultare subito il veterinario.
Come fare la diagnosi e quali sono gli approcci medici?
La diagnosi viene effettuata tramite:
Radiografie dirette e con contrasto (per visualizzare il corpo estraneo)
Ecografia addominale
Esame clinico approfondito e anamnesi dettagliata
I Trattamenti possibili sono:
Endoscopia (se il corpo estraneo è nello stomaco ed è ancora accessibile)
Monitoraggio e gestione conservativa, ossia terapia medica (se il corpo estraneo è piccolo e può transitare naturalmente)
Intervento chirurgico (Enterotomia o Gastrotomia) nei casi più gravi
Come Evitare il Rischio di Ingestione di Corpi Estranei?
Scegli giocattoli adatti e resistenti per il tuo cane e gatto
Evita di lasciare fili, corde o piccoli oggetti in giro, soprattutto se hai un gatto
Non dare ossa di piccole dimensioni o oggetti che possono rompersi facilmente
Supervisiona il tuo animale mentre gioca o esplora nuovi ambienti
L’ingestione di un corpo estraneo può rappresentare un’emergenza veterinaria. La tempestività nella diagnosi e nel trattamento è fondamentale per evitare complicazioni come perforazioni intestinali e peritonite.
Intossicazione da piante
Sapevi che alcune piante risultano essere tossiche per i nostri animali... continua a leggere
Sapevi che alcune piante risultano essere tossiche per i nostri animali da compagnia?
Purtroppo, le intossicazioni da piante avvengono, anche se di rado e la specie più colpita è il cane, in particolare i cuccioli, ma anche gatti ed i nuovi animali da compagnia (conigli, rettili, uccelli, serpenti).
La dose tossica della pianta dipende da vari fattori: specie colpita, stadio di crescita, parte della pianta ingerita, tipo di terreno, fattori ambientali e presenza di erbicidi (possono indurre la produzione di metaboliti appetibili che inducono l’animale a mangiare la pianta tossica).
Nelle piante ci sono vari principi attivi che hanno un effetto tossico, quali: alcaloidi, glicosidi, nitrati, acido ossalico e ossalati, tannini e altri fenoli, aldeidi e chetoni, alcoli, proteine, resine e oli volatili, sostanze ad attività cancerogena e fototossine.
Ora vi elencherò numerose piante potenzialmente tossiche per i nostri animali da compagnia, non temete perché sarà raro trovarle nei nostri giardini o nei luoghi più frequentati per le passeggiate.
Piante contenenti alcaloidi: Tasso, Belladonna, Giusquiamo, Colchicum Autumnale e Erba di San Giacomo.
Piante contenenti glicosidi: Digitale, Mughetto, Rosa di Natale (elleboro), Veratro (infestante), Scilla, Oleandro, Ortensia, Acacia, Euforbia, Lino, Sorgo, Pero, Pruno, Loto…
Piante contenenti sali di acido ossalico: Anturio, Monstera Deliciosa, Dieffenbacha Seguine, Calla Zantedeschia, Calla Philodendron e croton. Cani e gatti se masticano foglie o steli, anche senza ingestione, possono intossicarsi. I sintomi sono: intenso dolore alla bocca, edema e infiammazione delle mucose buccali e oculari (contatto con occhi), vomito, scialorrea (ipersalivazione) e difficoltà respiratorie.
Analizziamo le piante più comuni, cioè le piante ornamentali da esterno e da interno:
- Oleandro: l’intossicazione può colpire i cani e si verifica in caso di masticazione delle foglie o dei rami che rompendoli esce un lattice bianco, il quale ha anche effetto irritante oltre a contenere glicosidi tossici. I sintomi si presentano da qualche minuto a qualche ora dall’ingestione e si ha vomito, diarrea, coliche, agitazione, convulsioni, aritmie e arresto cardiaco; in soggetti sensibili anche dermatiti da contatto.
- Ricino: sono più colpiti i cani, la parte tossica della pianta sono i semi contenenti la ricina, i sintomi si manifestano dopo 12-72 ore dall’ingestione e sono: vomito, bruciore alla bocca, edema della mucosa buccale e della lingua, diarrea emorragica, coliche, dolori addominali, crampi, oliguria (disfunzione urinaria), prostrazione e abbattimento.
- Stella di Natale: le foglie e il fusto sono tossici perché contengono lattice ricco di terpeni tetraciclici che se entrano in contatto con gli occhi provocano lacrimazione, fotofobia, congiuntiviti e cheratiti, se invece viene ingerita provoca prurito, irritazione, dermatite, diarrea, vomito, scialorrea (ipersalivazione), stomatite e gastroenterite (irritazioni dell’apparato digerente), stanchezza e abbattimento. Tossica sia per cani che gatti.
- Agrifoglio e Vischio: : Il cane è la specie in cui più frequentemente viene descritto l’avvelenamento causato dall’ingestione di parti della pianta (anche bacche); i sintomi sono: vomito e diarrea, scialorrea e dolori addominali, inoltre le foglie spinose sono pericolose per esempio per gli occhi dei nostri animali.
- Piante appartenenti al genere Lillium e Hermocallis: sono tossiche soprattutto per i gatti e i sintomi compaiono entro 3 ore dall’ingestione, sono: scialorrea, vomito, perdita di appetito, abbattimento e depressione. Generalmente i sintomi gastrointestinali regrediscono dopo 6 ore e ciò potrebbe portare a credere che fosse un generico episodio gastrointestinale.
Per prevenire un’intossicazione da piante, quindi, servirà innanzitutto conoscere le piante tossiche per i nostri animali e poi basterà avere un occhio di riguardo in più, per esempio posizionando le piante in posti irraggiungibili o tenere pulito il vaso evitando così la presenza di foglie secche che potrebbero essere ingerite.
Per riconoscere l’intossicazione bisogna riconoscere i sintomi e comunicarli al veterinario, semplicemente osservando e descrivendo lo stato di salute del vostro animale. Riportando tutte le informazioni relative allo stato di salute attuale e alla probabile ingestione di sostanze non consuete, permetterete di raccogliere un’anamnesi completa e indispensabile per il vostro veterinario.
insegnare il “seduto” al cane, un metodo classico
Insegnare al cane il comando “seduto” è uno dei primi passi nell’addestramento... continua a leggere
Insegnare al cane il comando "seduto" è uno dei primi passi nell'addestramento di base ed è abbastanza semplice. Ecco una guida passo-passo per insegnare al tuo cane a sedersi:
Passo 1: Prepara i premi
Assicurati di avere a portata di mano alcuni premi gustosi o giocattoli che il tuo cane ama. Questi saranno utilizzati come rinforzi positivi durante l'addestramento.
Passo 2: Scegli il posto
Inizia l'addestramento in un luogo tranquillo e privo di distrazioni. Fai sedere il tuo cane di fronte a te in modo che possa vederti e ascoltarti chiaramente.
Passo 3: Attraimento
Con il premio in mano, fai attenzione a farlo annusare dal tuo cane per attirare la sua attenzione. Poi, lentamente, alza il premio sopra il muso del cane e spostalo leggermente verso l'alto. Questo incoraggerà il cane a seguire il premio con il naso.
Passo 4: Guida il Movimento
Mentre il cane segue il premio con il naso, muovi gradualmente il premio verso l'alto e sopra la testa del cane. Questo farà sì che il cane alzi la testa verso il cielo, portando automaticamente il suo posteriore a terra.
Passo 5: Fai associare la parola al gesto
Appena il cane assume la posizione seduta, pronuncia chiaramente il comando "seduto" e consegnagli immediatamente il premio. Assicurati di premiare immediatamente il comportamento desiderato per associare il comando con l'azione corretta.
Passo 6: Rinforza e Ripeti
Ripeti questo processo più volte, premiando ogni volta che il cane si siede correttamente in risposta al comando. Mantieni le sessioni di addestramento brevi e divertenti, in modo che il cane rimanga interessato e motivato.
Passo 7: Introduci la Parola Chiave
Dopo che il cane ha iniziato a rispondere regolarmente al comando "seduto", inizia a introdurre la parola chiave prima di dare il comando. Ad esempio, pronuncia "seduto" seguito immediatamente dalla guida del movimento con il premio. Questo aiuterà il cane a associare la parola con l'azione.
Passo 8: Pratica in Diverse Posizioni
Una volta che il cane ha padroneggiato il comando "seduto" in un luogo tranquillo, prova a praticare in luoghi diversi e con distrazioni leggere. Questo aiuterà il cane a generalizzare il comando e ad eseguirlo in una varietà di situazioni.
Passo 9: Rinforzo positivo continuo
Continua a rinforzare il comando "seduto" regolarmente durante le attività quotidiane e le sessioni di addestramento. Ricorda di premiare e lodare il tuo cane ogni volta che risponde correttamente al comando.
Seguendo questi passaggi e mantenendo una pratica costante e positiva, il tuo cane dovrebbe imparare rapidamente il comando "seduto" e rispondere con entusiasmo ogni volta che lo usi.
zecca
Rimuovere una zecca è un operazione delicata, come prima cosa devi... continua a leggere
Rimuovere una zecca è un operazione delicata, come prima cosa devi sapere che le zecche portano malattie, vengono trasmesse grazie alla loro saliva, motivo per cui si consiglia di rimuoverle cercando di minimizzare i danni. L’estrazione ha come obbiettivo principale rimuovere la zecca senza spremerla, senza ucciderla, evitando che possa rigurgitare ulteriore materiale inoculandolo nel tuo cane o gatto o purtroppo a volte nella persona.
Alcune zone d’Italia sono endemiche per malattie gravi come l’encefalite da zecche che colpisce l’uomo, mentre più frequentemente trasmettono malattie come la borreliosi o la babesiosi che se diagnosticate per tempo sono facilmente curabili nel cane esattamente come le ricketsiosi nel gatto.
In farmacia vendono delle apposite forcine, hanno una baionetta doppia che si infila tra zecca e cute, una volta arrivati alla base si imprime una rotazione in senso anti orario e si traziona sino staccare il parassita.
Se sei lontano da una farmacia puoi utilizzare delle pinzette, che devono essere sottili, per potersi infilare tra la testa della zecca e la cute, per eseguire la medesima azione di rotazione e trazione.
Ovviamente se la zecca è arrivata al tuo pet o il repellente non agisce più o semplicemente non è stato applicato correttamente, oppure ha subito dei trattamenti successivi che hanno vanificato la profilassi, parlane col tuo veterinario.
Una volta estratta la zecca è importante non buttarla nell’ambiente ma piuttosto in un sacchetto o barattolo chiuso, accertarsi di ucciderla potrebbe non essere sufficiente se siamo di fronte a una femmina adulta piena di uova mature, potrebbe contaminare l’ambiente.
Ovviamente tutti sappiamo come sia semplice proteggere noi stessi, i nostri giardini i nostri figli semplicemente prevenendo la contaminazione sui nostri pet. Esatto con una corretta prevenzione non proteggete solo il cane e il gatto ma voi stessi e i vostri ambienti, questo vale anche per le pulci e altri parassiti.
Ogni anno in ambito farmacologico ci sono delle importanti novità, per continuare a essere aggiornati e protetti rivolgiti al tuo veterinario; sarà lui a proporti il miglior trattamento possibile.
cane e gatto sono carnivori?
I nostri animali da compagnia sono carnivori? Si, cane e gatto appartengono... continua a leggere
I nostri animali da compagnia sono carnivori?
Si, cane e gatto appartengono all’ordine dei carnivori ma in realtà solo il gatto è un carnivoro obbligato, ovvero ha la necessità di assumere un’elevata quantità di proteine; mentre il cane invece è definito come carnivoro opportunista cioè in grado di consumare diversi tipi di alimenti.
La differenza dell’alimentazione nelle due specie può essere riconducibile ad un differente sviluppo evolutivo, più precisamente dipendente dal rapporto con l’uomo; infatti, i cani sono stati addomesticati circa 40.000 anni fa mentre i gatti solo 10.000.
Il rapporto uomo-cane nasce e si basa sulla reciprocità di vantaggi che garantiscono la sopravvivenza, basti pensare ai cani da caccia che garantiscono provvigioni all’uomo e viceversa l’uomo garantisce protezione e un luogo dove vivere al cane.
Il rapporto uomo-gatto invece può essere riconducibile all’epoca degli egizi, dove erano venerati come animali sacri, mentre in occidente i gatti venivano addomesticati per proteggere le coltivazioni, per esempio da topi.
I due tipi di rapporti sono differenti sotto molteplici aspetti, quello più evidente è la durata in termini di tempo che ha determinato lo sviluppo di abitudini alimentari più simili all’uomo principalmente nei cani.
I cani hanno un’ampia abilità onnivora ma ciò non significa che non possano sopravvivere anche come carnivori. In generale la dieta del cane è composta all’incirca da 30-40% di proteine, 40-50% di carboidrati e 20% di verdure.
I gatti sono carnivori in senso stretto, la loro dieta è composta dal 45% di proteine, 45% di grassi e 5% di carboidrati.
Purtroppo, capita frequentemente che i gatti vengano alimentati solamente con carne e pesce credendo sia la dieta più ‘naturale’ possibile, in realtà comporta carenze di elementi nutritivi fondamentali. Se consideriamo i felini o i canini selvatici, essi stessi hanno una dieta molto varia, si nutrono di muscolo, ma anche di cute, visceri di erbivori, annessi cutanei e ossa e cartilagini, insomma divorano tutto delle prede variando valsolo muscolo. Inoltre non disdegnano alcuni vegetali, un esempio comune è la rosa canina.
In conclusione, per alimentare in maniera corretta il proprio animale, sia che si scelga una dieta casalinga o commerciale, bisogna che sia bilanciata (assai dificile da elaborare in autonomia) o rivolgersi a un veterinario nutrizionista.
Paura dei botti e dei fuochi d’artificio
ANCHE IL TUO CANE O GATTO HA PAURA DEI FUOCHI E DEI... continua a leggere
ANCHE IL TUO CANE O GATTO HA PAURA DEI FUOCHI E DEI BOTTI?
Pochi giorni a capodanno, come aiutare in maniera efficace i nostri pet?
Fuochi e botti sono un vero problema, terrorizzano i nostri cani e gatti. A nulla è servito cercare di sensibilizzare gli umani nel ridurre o evitare di fare fuochi e botti. Quindi la cura è semplice, come per molte malattie ed allergie basta de-sensibilizzare i nostri amati pet.
Un modo semplice è sfruttare YouTube, scegli dei video con dei fuochi d’artificio, con audio originale e porta il volume a un livello molto basso, mi raccomando comincia essendo certo che il volume sia davvero molto molto basso. Convinci il tuo pet a stare in zona televisione e offrigli dei premi (biscotti o simili) se ti pare che sia molto tranquillo lascia andare i video. Il giorno dopo dovrai ripetere e aumentare il volume davvero poco, continua a trasformare quel momento in qualcosa di positivo. Ripeti fino a quando il volume sarà simile a quello che terresti per guardare un film, se arrivati a tanto il tuo pet sarà tranquillo potrai salire di volume, ma per pochi attimi e continuando a dare stimoli positivi (biscotti, coccole, gioco). Se ti accorgi di generare stress devi interrompere subito e tornare indietro, abbassare significativamente il volume e ripetere. Meglio andare in progressione molto lenta piuttosto che vanificare il lavoro fatto.
Un esempio pratico: giorno 1 -> metti il volume della televisione a 1 (minimo) seleziona un video o in alternativa usa un telefono o un tablet o uno stereo. Porta il volume a un livello che si possa sentire ma sia basso e non fastidioso, tieni conto che in certi momenti il volume sarà più alto. Lascia andare per circa 20 minuti e nel mentre interagisci in maniera positiva col tuo pet, offri dei premi e coccole.
Giorno 2-> comincia come il giorno prima e dopo le prime interazioni aumenta il volume di in paio di tacche, osserva sempre il tuo pet, se manifestasse timore o reticenza abbassa il volume e ricomincia.
Giorno 3-> ripeti come giorno due aumentando il volume lentamente e osservando sempre il tuo pet.
Continua sino a quando non avrà più alcun fastidio anche a volume alto, dovrà diventare indifferente come quando guardate un qualunque film ad alto volume.
La dieta casalinga per il cane e il gatto è davvero così complessa?
Scopriamo insieme qualche definizione riguardante l’alimentazione e la nutrizione. Innanzitutto, con il... continua a leggere
Scopriamo insieme qualche definizione riguardante l’alimentazione e la nutrizione.
Innanzitutto, con il termine alimentazione si intende la somministrazione o l’assunzione di alimenti indispensabili all’organismo, quindi si riferisce all’atto di mangiare; la nutrizione invece è la scienza che studia l’interazione tra i nutrimenti e l’organismo (ecco perché il veterinario, se specializzato in questo campo, è nutrizionista).
Con la parola dieta si intende la composizione qualitativa di ciò che l’animale mangia mentre la razione è la quantità che l’animale mangia giornalmente.
Il nutrizionista stabilisce un razionamento, cioè l’insieme della dieta e della razione necessari per soddisfare il fabbisogno giornaliero dell’animale.
Per svolgere questo compito è necessario conoscere informazioni riguardanti il singolo alimento e le esigenze alimentari del singolo animale.
Per una corretta alimentazione si prendono in considerazione i fabbisogni dei vari principi nutritivi come: minerali, vitamine, carboidrati, grassi, proteine e acqua.
Il fabbisogno energetico giornaliero è definito come l'apporto di energia di origine alimentare necessario a compensare il dispendio energetico, per mantenere le funzioni vitali. Questa energia sarà necessaria per tutti i processi biochimici dell’organismo.
Il fabbisogno di un alimento è quindi la misura di quanto esso risulta indispensabile in un dato momento.
La nutrizione fa si che cane e gatto possano mantenere un corretto stato di salute e prevenire l’eventuale insorgenza di patologie.
Un animale già malato è importante che segua una corretta alimentazione per evitare un peggioramento delle condizioni (come nel caso del diabete o della pancreatite), impedendo l’evoluzione della malattia, rallentandola o addirittura facendola sparire totalmente.
Ma a cosa servono le sostanze nutritive?
- I carboidrati così come i lipidi (grassi) hanno una funzione strettamente energetica.
- Le proteine forniscono energia ma devono anche sostituire quelle proteine che vengono degradate ogni giorno dal metabolismo dell’animale.
- Le vitamine invece agiscono da coenzimi, cioè coadiuvano l’azione degli enzimi necessari per catalizzare le reazioni chimiche dell’intero organismo.
- I sali minerali sono utilizzati in quei processi che hanno come prodotto finale l’energia.
- L’acqua ha moltissime funzioni: trasforma il cibo in energia, aiuta a digerire e assorbire il cibo, regola la temperatura corporea ed elimina tossine o sostanze tossiche.
È intuitivo che dai nutrienti si ricava energia, l’energia che ogni animale spende giornalmente.
Ps. Le funzioni dell’organismo sono molte e differenti e, questa famigerata energia, ricavata dai nutrienti, le permette tutte!
sai che il pesce può nuocere anche ai gatti?
I nostri amati gatti vanno matti per il pesce, ma se mangiano... continua a leggere
I nostri amati gatti vanno matti per il pesce, ma se mangiano le lische cosa succede? Il pesce crudo va sempre bene?
- Se il pesce è cotto allora le lische sono dure e possono ferire meccanicamente il vostro gatto, a livello della bocca o del tratto gastrointestinale oppure possono ostruire la gola provocando soffocamento. In questo caso bisogna rivolgersi immediatamente al veterinario, seguire le sue indicazioni e tentare di rimuovere al più presto la lisca, per esempio con l’aiuto di pinzette e spesso di un ottica per ingrandire ed esplorare le pliche; il vostro micio sarà molto spaventato quindi cercate di tranquillizzarlo e la vostra tempestività gli salverà la vita! (Se il centro veterinario è chiuso, esiste il pronto soccorso veterinario H24!)
- Se il pesce è crudo allora le lische saranno più morbide quindi facili da digerire per il gatto ma il suo consumo è comunque sconsigliato in quanto può trasmettere parassiti e alcuni tipi di pesce crudo (merluzzo, carpa,acciughe,cozze,vongole e aringa) contengono un’enzima, la tiaminasi, che scompone la vitamina B1.
La vitamina B1 o tiamina è una componente essenziale della dieta del gatto, il suo fabbisogno è molto più alto rispetto a cane o uomo e una sua carenza può determinare problemi neurologici come anoressia, problemi deambulatori, aggressività e crisi epilettiche. Questa condizione però viene provocata solo dal consumo elevato e ripetuto di alcuni tipi di pesce crudo, inoltre il calore (quindi la cottura) distrugge questo enzima.
Le alternative per evitare questi fenomeni rimangono molte, per esempio potreste scegliere del pesce senza lische (nasello) o comprare il pesce surgelato senza lische e abbattuto (l’abbattimento a basse temperature elimina la possibile presenza di parassiti, per esempio l’Anisakis) o scegliere gli alimenti commerciali pensati apposta per i nostri mici!
impugna la mascella superiore a filo dei denti e ruota la testa... continua a leggere
- impugna la mascella superiore a filo dei denti e ruota la testa verso il cielo, obbligalo ad alzare il mento.
- con l'altra mano abbassa la mascella inferiore spingendo dagli incisivi inferiori.
- la bocca si aprirà con poca resistenza.
- mantieni con fermezza la testa rivolta al cielo e lascia cadere la pillola sulla base della lingua.
- chiudi la bocca e tienigliela chiusa per alcuni secondi
- osserva se ha deglutito