Avvelenamento da rodenticidi (veleno per topi)

Rodenticidi nei cani e gatti: Un pericolo silenzioso I rodenticidi (veleni per... continua a leggere

  • Affaticamento e difficoltà respiratoria
  • Emorragie polmonari o pleuriche tipiche nei giovani
Rodenticidi neurotossici (Brometalina) – Altamente tossici La Brometalina è un veleno che colpisce direttamente il sistema nervoso, causando edema cerebrale e convulsioni irreversibili. Sintomi principali: - Tremori muscolari e convulsioni - Disorientamento e paralisi progressiva - Midriasi (dilatazione delle pupille) - Stato comatoso nei casi più gravi Rodenticidi a base di colecalciferolo (Vitamina D3) – Pericolosi per i reni Questi veleni causano ipercalcemia portando a danni renali irreversibili. Sintomi principali: - Aumento della sete e della minzione - Vomito e diarrea - Affaticamento e letargia - Insufficienza renale acuta nei casi avanzati Rodenticidi a Base di Fosfuro di Zinco – Estremamente tossici Questa categoria di veleni libera gas tossici nello stomaco, causando avvelenamento acuto e danni polmonari. Sintomi principali: - Salivazione eccessiva - Vomito con odore simile all’aglio - Difficoltà respiratoria e convulsioni - Shock e coma nei casi gravi Cosa fare in caso di ingestione di rodenticidi? Se sospetti che il tuo animale abbia ingerito un veleno per topi, agisci subito! - Non aspettare i sintomi. Contatta immediatamente il veterinario! - Se l’ingestione è recente (entro 1-2 ore), il veterinario può indurre il vomito. - Porta con te il contenitore del rodenticida per identificare il principio attivo. - Non somministrare farmaci senza il consiglio del veterinario. Come prevenire l’avvelenamento? La prevenzione è fondamentale per proteggere i nostri amici a quattro zampe. - Evita di usare rodenticidi in casa e in giardino, se hai animali domestici. - Se usi questi prodotti, conservali in luoghi inaccessibili. - Fai attenzione agli avvelenamenti secondari: i gatti possono intossicarsi mangiando topi avvelenati. - Monitora i sintomi dopo una passeggiata in ambienti pubblici, dove potrebbero essere stati usati rodenticidi. I rodenticidi rappresentano una delle principali cause di avvelenamento nei cani e nei gatti. Conoscere i vari tipi di veleno, riconoscere i sintomi e agire tempestivamente può salvare la vita del tuo animale.

Avvelenamento da rodenticidi (veleno per topi)

corpi estranei

Corpi Estranei nei Cani e nei Gatti: Tipologie, Sintomi e Trattamenti I... continua a leggere

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Intossicazione da piante

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  • Oleandro: l’intossicazione può colpire i cani e si verifica in caso di masticazione delle foglie o dei rami che rompendoli esce un lattice bianco, il quale ha anche effetto irritante oltre a contenere glicosidi tossici. I sintomi si presentano da qualche minuto a qualche ora dall’ingestione e si ha vomito, diarrea, coliche, agitazione, convulsioni, aritmie e arresto cardiaco; in soggetti sensibili anche dermatiti da contatto.
  • Ricino: sono più colpiti i cani, la parte tossica della pianta sono i semi contenenti la ricina, i sintomi si manifestano dopo 12-72 ore dall’ingestione e sono: vomito, bruciore alla bocca, edema della mucosa buccale e della lingua, diarrea emorragica, coliche, dolori addominali, crampi, oliguria (disfunzione urinaria), prostrazione e abbattimento.
  • Stella di Natale: le foglie e il fusto sono tossici perché contengono lattice ricco di terpeni tetraciclici che se entrano in contatto con gli occhi provocano lacrimazione, fotofobia, congiuntiviti e cheratiti, se invece viene ingerita provoca prurito, irritazione, dermatite, diarrea, vomito, scialorrea (ipersalivazione), stomatite e gastroenterite (irritazioni dell’apparato digerente), stanchezza e abbattimento. Tossica sia per cani che gatti.
  • Agrifoglio e Vischio: : Il cane è la specie in cui più frequentemente viene descritto l’avvelenamento causato dall’ingestione di parti della pianta (anche bacche); i sintomi sono: vomito e diarrea, scialorrea e dolori addominali, inoltre le foglie spinose sono pericolose per esempio per gli occhi dei nostri animali.
  • Piante appartenenti al genere Lillium e Hermocallis: sono tossiche soprattutto per i gatti e i sintomi compaiono entro 3 ore dall’ingestione, sono: scialorrea, vomito, perdita di appetito, abbattimento e depressione. Generalmente i sintomi gastrointestinali regrediscono dopo 6 ore e ciò potrebbe portare a credere che fosse un generico episodio gastrointestinale.
Per prevenire un’intossicazione da piante, quindi, servirà innanzitutto conoscere le piante tossiche per i nostri animali e poi basterà avere un occhio di riguardo in più, per esempio posizionando le piante in posti irraggiungibili o tenere pulito il vaso evitando così la presenza di foglie secche che potrebbero essere ingerite. Per riconoscere l’intossicazione bisogna riconoscere i sintomi e comunicarli al veterinario, semplicemente osservando e descrivendo lo stato di salute del vostro animale. Riportando tutte le informazioni relative allo stato di salute attuale e alla probabile ingestione di sostanze non consuete, permetterete di raccogliere un’anamnesi completa e indispensabile per il vostro veterinario.

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insegnare il “seduto” al cane, un metodo classico

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Paura dei botti e dei fuochi d’artificio

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La dieta casalinga per il cane e il gatto è davvero così complessa?

Scopriamo insieme qualche definizione riguardante l’alimentazione e la nutrizione. Innanzitutto, con il... continua a leggere

  • I carboidrati così come i lipidi (grassi) hanno una funzione strettamente energetica.
  • Le proteine forniscono energia ma devono anche sostituire quelle proteine che vengono degradate ogni giorno dal metabolismo dell’animale.
  • Le vitamine invece agiscono da coenzimi, cioè coadiuvano l’azione degli enzimi necessari per catalizzare le reazioni chimiche dell’intero organismo.
  • I sali minerali sono utilizzati in quei processi che hanno come prodotto finale l’energia.
  • L’acqua ha moltissime funzioni: trasforma il cibo in energia, aiuta a digerire e assorbire il cibo, regola la temperatura corporea ed elimina tossine o sostanze tossiche.
È intuitivo che dai nutrienti si ricava energia, l’energia che ogni animale spende giornalmente. Ps. Le funzioni dell’organismo sono molte e differenti e, questa famigerata energia, ricavata dai nutrienti, le permette tutte!

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sai che il pesce può nuocere anche ai gatti?

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  • Se il pesce è cotto allora le lische sono dure e possono ferire meccanicamente il vostro gatto, a livello della bocca o del tratto gastrointestinale oppure possono ostruire la gola provocando soffocamento. In questo caso bisogna rivolgersi immediatamente al veterinario, seguire le sue indicazioni e tentare di rimuovere al più presto la lisca, per esempio con l’aiuto di pinzette e spesso di un ottica per ingrandire ed esplorare le pliche; il vostro micio sarà molto spaventato quindi cercate di tranquillizzarlo e la vostra tempestività gli salverà la vita! (Se il centro veterinario è chiuso, esiste il pronto soccorso veterinario H24!)
  • Se il pesce è crudo allora le lische saranno più morbide quindi facili da digerire per il gatto ma il suo consumo è comunque sconsigliato in quanto può trasmettere parassiti e alcuni tipi di pesce crudo (merluzzo, carpa,acciughe,cozze,vongole e aringa) contengono un’enzima, la tiaminasi, che scompone la vitamina B1. 
La vitamina B1 o tiamina è una componente essenziale della dieta del gatto, il suo fabbisogno è molto più alto rispetto a cane o uomo e una sua carenza può determinare problemi neurologici come anoressia, problemi deambulatori, aggressività e crisi epilettiche. Questa condizione però viene provocata solo dal consumo elevato e ripetuto di alcuni tipi di pesce crudo, inoltre il calore (quindi la cottura) distrugge questo enzima. Le alternative per evitare questi fenomeni rimangono molte, per esempio potreste scegliere del pesce senza lische (nasello) o comprare il pesce surgelato senza lische e abbattuto (l’abbattimento a basse temperature elimina la possibile presenza di parassiti, per esempio l’Anisakis) o scegliere gli alimenti commerciali pensati apposta per i nostri mici! 

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somministrare pillole

impugna la mascella superiore a filo dei denti e ruota la testa... continua a leggere

  • impugna la mascella superiore a filo dei denti e ruota la testa verso il cielo, obbligalo ad alzare il mento.
  • con l'altra mano abbassa la mascella inferiore spingendo dagli incisivi inferiori.
  • la bocca si aprirà con poca resistenza.
  • mantieni con fermezza la testa rivolta al cielo e lascia cadere la pillola sulla base della lingua.
  • chiudi la bocca e tienigliela chiusa per alcuni secondi
  • osserva se ha deglutito